Die Bozner Unzufriedenheit
In der Landeshauptstadt ist der „disagio“ zu Hause. Immer noch. Was als Trauma begann, wird immer mehr zu einer fürsorglich gepflegten Pose. Von Renate Mumelter
Aus ff 07 vom Donnerstag, den 16. Februar 2017

Sono nato qui. Sono cresciuto qui. Ho studiato a Padova, perché sono vecchio e all’epoca non esisteva l’università a Bolzano e a Trento c’erano solo poche facoltà. Qui ho trovato lavoro, mi sono sposato, sono arrivato alla bella età di cinquantaquattro anni.
Perché mai dovrei provare disagio, essere a disagio, sperimentare il famoso o famigerato disagio degli italiani del Sudtirolo? Non lo so né francamente ho mai capito cosa sia questo disagio. So solo che i miei compatrioti, per dir così, i miei coprovinciali e concittadini di lingua italia-
na di questa zona si
In der Landeshauptstadt ist der „disagio“ zu Hause. Immer noch. Was als Trauma begann, wird immer mehr zu einer fürsorglich gepflegten Pose. Von Renate Mumelter
Der Vinschger Massimo Mennitti, Südtirols ranghöchster Carabiniere, hat 3 Doktortitel, spricht 5 Sprachen – Südtiroler Dialekt inklusive – und ist mit einer Passeirerin verheiratet. Porträt eines Italieners, der keinen „disagio“ kennt.
Ehemaliger Landtagsabgeordneter, seit 2016 Bürgermeister von Ruffrè-Mendola
Leserkommentare
Kommentieren
Sie müssen sich anmelden um zu kommentieren.